AL SEMAFORO DEL PONTE DI PICERNO...SOLO UNA COPPIA NON SI ANNOIA
IL PONTE SUL FIUME IMPROVVISAZIONE La coda è iniziata sotto il cavalcavia di Tito Scalo. Il lungo torpedone fatto di macchine, camion, TIR, finalmente si riavvia, tutti frenetici avviamo le macchine, togliamo il freno a mano e velocemente cerchiamo di guadagnare piu’ metri possibili. C’è sempre l’automobilista distratto, intento a telefonare, a leggere, o perché, semplicemente, la prima marcia, quel giorno, proprio non vuole entrare. Farà perdere alla lunga fila preziosi secondi. È subito come provetti piloti di F1, scattanti , all’unisono dopo lo spegnimento dei semafori, sgasiamo con le nostre potenti utilitarie che per una volta rombano come, improvvise, insospettate, depositarie di centinaia e centinaia di cavalli.Ma l’illusione dura poco, due o trecento metri di abbrivio e di nuovo lì, fermi ed immobili. Controllo nello specchietto retrovisore che il camion dietro di me si arresti in tempo, uno stridio di freni, ci siamo è fermo. Di nuovo immobili, è la seconda per questa sera. Andando avanti così c’è ne saranno almeno altre cinque. Davanti a me c’è sempre la Peugeot con i due fidanzatini targata Salerno, ma potrebbero essere anche di un paesino qui vicino. Molti comprano macchine a Sala Consilina. Fermi per altri 6 minuti. Tanto dura la sosta. Due, sono i minuti utili di verde per attraversare il ponte. Chi non fa in tempo, ciccia, gli tocca aspettare. Ormai, da quando hanno riaperto il ponte con il semaforo, conoscono a memoria ogni metro di questo tratto della Basentana. Conosco le tabelle, c’è ne una con un’evidente errore di battitura. Riporta Prolla invece di Perolla. Il tratto in direzione Potenza è sicuramente piu’ interessante e vitale. C’è il pastore, sul lato destro, prima di arrivare all’uscita di Picerno. E’ una presenza fissa di questa specie di presepe virtuale che offre l’offuscato vetro della mia macchina. Una mattina i nostri occhi si sono incrociati, lui, infreddolito, ma abbondantemente coperto, io al caldo ma annoiato e stufo. Ho avuto per un’ attimo l’impressione che mi parlasse. Di sicuro avrà avuto qualche espressione di ingenua ed arcaica commiserazione. Del tipo:…ma addò iate…Come dargli torto. Ma dove andiamo?. Molti, dopo i primi giorni di imbarazzo e disorientamento, si sono organizzati, c’è chi legge , chi si trucca, chi ascolta musica e balla, c’è sempre chi utilizza la pausa per improbabili esercizi di speleologia nasale. Toh c’è ancora uno che si arrabbia che si indigna davanti a tanta improvvisazione. Va di fretta. Lui. Ha un’ appuntamento. E’ in ritardo, non sapeva delle lunghe attese. <…possibile che no vi sia un percorso alternativo?…>. Non deve essere della zona. Apre la porta e continua a gesticolare. Ha perso proprio la calma. Lui non è abituato. Noi si! Ormai ne avremo fine a Febbraio. Forse!. Chi da Tito non sembra proprio curarsi del marasma sono i passeggeri della Peugeot. Loro la fermata non la soffrono. Anzi l’ aspettano, sono gli unici che non vanno di fretta, anzi. Un bacio da fermi è tutt’altra cosa di uno in movimento. Certo c’è meno brivido, meno fascino del rischio, ma è sicuramente piu’ appassionato. C’è li ho davanti, pur facendo finta di niente, l’occhio cade sempre lì. Sono trenta minuti che siamo in coda, non hanno smesso un secondo. Chi è con me mi dice:<..oh se continuiamo così questi ci fanno un figlio e a noi ci tocca fare da padrini…>. Si riparte. Di nuovo fermi. Si riparte. Di nuovo…. E cosi tutte le sere o le sante mattine, in orario di ufficio. Quella sera mi fermai sei volte. Totale dell’attesa, quaranta minuti. Si fermò sei volte anche la Peugeot, nera, targata Salerno, con i due fidanzatini. Scommetto che a loro i 36 minuti, reali, di attesa gli saranno sembrati pochi secondi.Arrivo finalmente a casa, metto le ciabatte, l’agognato divano e mi faccio sempre la stessa domanda: ma possibile che non vi sia un’altra soluzione?. Che so?..Per esempio: utilizzare il ponte ad una sola corsia, senza semaforo. Ponte aperto, la mattina, fino alle 12, in direzione Potenza. Dalle 12 aperto in direzione Salerno. Utilizzando la vecchia statale di Picerno in senso contrario. La situazione attuale, oltre che scomoda è molto pericolosa, considerate sia le condizioni atmosferiche che la pendenza del manto stradale.Credo che però continuerò ancora per mesi a contare i cartelli stradali e a dialogare a distanza con il pastore censore. Chissà se rincontrerò ancora la Peugeot?.